giovedì 9 febbraio 2017

Le interviste di Pia: Nicola Lecca

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Il romanzo di Pia Deidda "E cantavamo alla luna" messo in parallelo con "Passavamo sulla terra leggeri" di Atzeni.

Dalla mia pagina Facebook.

Essere messa a fianco del grande Atzeni è da brividi. Marina Tozzo che dire? Grazie!

Marina Tozzo
13 ore fa
Ci sono libri che, non non sono per tutti. Divulgati, famosi, osannati, senza che vengano capiti e peggio ancora non letti. No non per tutti. Me ne ricorderò. E cantavamo alla luna (di Pia Deidda ), o Passavamo sulla terra leggeri (di Sergio Atzeni), e ancora I sudditi del Dio Rosso (della Sanna) no non sono per tutti. Non sono merce da supermercato. Giuro che non lo dimenticherò! Benedetto il giorno in cui sono entrata nella tua libreria Giancarlo Loi Cerquetti

La Libreria Duomo è a Iglesias




domenica 5 febbraio 2017

Poesia di Pia Deidda "Riparto"

RIPARTO

Riparto,
non per un dove
stagno tranquillo
approdo sicuro
silente confine,
delimitante.

Riparto,
per un quando
stato mentale
proiezione infinita
ampio orizzonte,
svincolante.


Pia Deidda (2017)




Dipinto di Hieronymus Bosch particolare dal “Trittico delle Tentazioni di sant'Antonio”, 1501

sabato 28 gennaio 2017

Poesia di Pia Deidda "Come me irregolare"

COME ME IRREGOLARE

Siamo puntuali
siamo regolari
tutte le mattine
Monsù Travet
prende il pullman con me
trent’anni di lavoro
o forse anche di più
mai un ritardo
capo sempre coperto
ben imbottiti d'inverno
scongiuriamo la mutua
fresco lana in estate
aspetto diligente
poche parole
economizziamo per dopo
fatiche e dolori
siamo regolari
siamo puntuali.

Auspico Monsù Travet
che lei abbia, ogni tanto,
un suo spazio creativo
come me irregolare.


Pia Deidda © 2016


 



Dipinto di Ottorino Stefanini, 
Alla ricerca di Franz Kafka, Visita a Weimar, 2014

giovedì 26 gennaio 2017

Per tutti coloro che hanno il ditino facile e condividono bufale.

http://www.medasa.it/attenti-quel-ditino-si-muove-del-cervello/


giovedì 15 settembre 2016

La mia intervista su MEDASA allo scrittore Mario Cesare Borghi


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sabato 21 maggio 2016

Mozione Alternanza Scuola Lavoro al Liceo Umberto I di Torino

Mozione presentata da due terzi dei docenti del Collegio Docenti del Liceo annesso al Convitto Nazionale "Umberto I" di Torino riguardo l'Alternanza Scuola Lavoro.

Al Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini,
al Sottosegretario Davide Faraone,

come docenti del Liceo Classico Europeo e del Liceo Scientifico Internazionale annessi al Convitto Nazionale “Umberto I” di Torino ci rivolgiamo alle SS.VV. dopo un confronto avuto in merito alle problematiche sorte nella programmazione dell'Alternanza Scuola Lavoro.
Sono emerse alcune considerazioni e proposte che vogliamo condividere con Voi e che ci portano a inoltrare una richiesta:

Il Liceo, già di per sé, è scuola atta a formare studenti che hanno come obiettivo l'Università. Il mondo del lavoro viene visto slittato di alcuni anni rispetto agli Istituti tecnici o professionali. Fare esperienza nel mondo del lavoro al Liceo vuol dire trovarsi fra cinque anni in una realtà che velocemente è cambiata.

L'esperienza Alternanza Scuola Lavoro fatta al Liceo non è reale ma è una simulazione, perché non si tratta di vera modalità lavorativa fatta di responsabilità, contratto, stipendio; l'esperienza fatta dallo studente quindi non è lavoro (perché non pagato), non è volontariato (perché non scelto nella libertà), non è apprendistato (perché non si sta formando un tecnico o persona che si forma in quel campo), ma resta in una forma ibrida che spesso interferisce con gli obiettivi del Liceo che devono essere soprattutto formativi della persona in competenze, conoscenze e abilità di più ampio respiro culturale.

L'offerta di lavoro deve essere di qualità. Portare a regime tutte le classi comporta una offerta che non sempre è presente sul territorio per soddisfare tutte le richieste delle scuole. Noi pensiamo alla nostra realtà torinese - che sembrerebbe ricca di imprese o luoghi di lavoro preposti ad attività culturali - ma anche alle varie realtà italiane dove tali possibilità sono decisamente inferiori.

Come docenti dell'Umberto I chiediamo dunque di ridiscutere l'Alternanza Scuola Lavoro, ascoltando soprattutto i veri attori della sua attuazione: docenti e studenti. Chiediamo altresì che nei Licei il numero di 200 ore, che ci sembra sopravvalutato rispetto ai punti trattati sopra, vada ridimensionato a 100.

Il Collegio Docenti dell' ”Umberto I” di Torino.

TORINO, 18 maggio 2016